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Sistemi di Sicurezza

In caso di caduta neve, quali sono i parametri da rispettare per l’installazione di evacuatori di fumo e calore?


I valori consigliati per le classi di apertura sotto carico sono i seguenti:

Altitudine ≤ 200m SL 250

200 < Altitudine ≤ 750m SL 500

Altitudine > 750m SL 1000

Gli ENFC potrebbero avere classe SL 0 in casi particolari in cui la zona di installazione è poco soggetta a neve oppure quando le condizioni di installazione rendono improbabile l’accumulo di neve sugli ENFC




Le maschere pieno facciale devono essere sottoposte a prove di laboratorio?


Ogni sei mesi va verificata la chiusura della busta e lo stato, compresi i filtri (sorveglianza visiva).

Ogni due anni e/o se aperta e utilizzata, va sottoposta a pulizia, disinfestazione e manutenzione nel laboratorio autorizzato.




Schiuma contenuta nei gruppi mobili, ogni quanto tempo vanno fatte le ispezioni periodiche e i controlli?


Qualora il fusto sia integro, mai aperto e pertanto mantenuto nelle condizioni richieste dal produttore ha una scadenza di 5 anni (per la maggior parte delle schiume, occorre accertarsi dalla scheda tecnica del produttore).
Nel caso in cui la schiuma è stata travasata in un altro contenitore diverso dal fusto originale o da momento in cui si apre il fusto per il prelievo o per collegare ad altri sistemi di erogazione, le ispezioni periodiche devono essere svolte mediante ispezioni annuali.
Qualora la schiuma risulti idonea annualmente a seguito delle ispezioni periodiche delle caratteristiche previste, la stessa può essere sottoposta a controlli annuali e la schiuma può ritenersi efficace.




Gli Estintori su Autobus, Pullman e Scuolabus. Quali posso essere ubicati?


Il D. M. 18 aprile 1977 del Ministero dei Trasporti, al punto 5.5.8 dell’Allegato tecnico specifica le previsioni degli estintori di incendio e delle cassette di pronto soccorso da porre in dotazione sui veicoli adibiti al trasporto delle persone, quali pullmanturistici e scuolabus. Il punto 5.5.8 stabilisce che gli estintori devono essere approvati e riconosciuti idonei all’impiego in locali chiusi dal Ministero dell’Interno. In base alle conoscenze all’epoca della stesura del decreto medesimo, venivano indicati due tipologie di estintori: schiuma da 5 litri e a neve carbonica da 2 Kg. Dopo diversi quesiti posti al Ministero dei Trasporti in merito agli estintori di incendio e delle cassette di pronto soccorso da porre in dotazione sui veicoli adibiti al trasporto delle persone, quali autobus, scuolabus e pullman turistici si è fatta chiarezza con: La novità normativa del 14 Novembre 2017 Con protocollo Dipvvf DCPREV.REGISTRO UFFICIALE U.0015327.14-11-2017 il Ministero dell’Interno Dipartimento dei Vigili del fuoco del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile, ha emanato una comunicazione che chiarisce la dotazione di estintori su pullman turistici e scuolabus. Questa nuova circolare sancisce che gli estintori a polvere NON possono essere più ubicati.

La novità normativa del 23 Marzo 2018
A seguito della pubblicazione della Circolare Ministero dell'Interno Prot.300/A/2436/18/113/31 e delle Infrastrutture e dei Trasporti Prot.6575/RU avvenuta il 23 marzo 2018, entro tre anni dall’emanazione della Circolare ( per scaricare copia della circolare) è obbligatorio sostituire gli estintori a polvere su autobus, scuolabus e pullman turistici. Di seguito una sintesi che definisce gli estintori che possono essere ubicati su autobus, scuolabus e pullman turistici AUTOBUS Estintori da ubicare in funzione del D.M. 18-04-1977 e prot. U.0015327 del 14.11.2017 del Ministero dell’Interno, Dipartimento dei Vigili del fuoco POSTI AUTO fino a 30 posti almeno un estintore con carica nominale non inferiore a 6 litri a base d’acqua compresi gli estintori a schiuma, omologato o un estintore con carica nominale non inferiore a 2 kg. ad anidride carbonica (co/2) omologato POSTI AUTO oltre 30 posti almeno un estintore con carica nominale non inferiore a 6 litri a base d’acqua compresi gli estintori a schiuma, omologato o due estintori con carica nominale non inferiore a 2 kg. ad anidride carbonica (co/2) omologato
Vi portiamo a conoscenza che, nell’ultimo Comitato Centrale Tecnico-Scientifico del Ministero dell’Interno si è discusso sulla possibilità di sostituire gli estintori a polvere con gli idrici anche nei centri commerciali e/o luoghi affollati, come in alcuni paese anglosassoni dove l’utilizzo di estintori a polvere al chiuso è stato abolito già da tempo. I vantaggi dei nostri estintori idrici sono:

  • MINOR COSTO DI RICARICA
  • RESIDUI MINIMI E FACILMENTE REMOVIBILI
  • DUREVOLEZZA ED EFFICACIA DEL SERBATOIO IN QUANTO INOX A304


Al seguente link è possibile scaricare copia del pdf della comunicazione del Ministero.




Ogni quanto tempo vanno pulite le vasche di accumulo (riserve idriche)?


La vigente norma UNI EN 12845 prescrive due diverse scadenze, a seconda del tipo di alimentazione idrica presa in considerazione ed in particolare:

  1. Per i serbatoi di accumulo ed a pressione ( ad eccezione di quelli progettati e realizzati in modo da non necessitare di manutenzione per un periodo non inferiore a 10 anni) è richiesto il controllo periodico con cadenza massima triennale, in occasione del quale i serbatoi devono essere esaminati in base alle raccomandazioni del fabbricante per verificare l'eventuale presenza di corrosione, con riverniciatura e/o rinnovamento della protezione dalla corrosione, se necessario.
    Gli stessi vanno drenati e puliti, se necessario (punto 20.3.5.2).
  2. Per tutte le riserve idriche è richiesto il controllo periodico con cadenza massima decennale, in occasione del quale le stesse devono essere pulite ed esaminate internamente, con controllo dell'impermeabilizzazione se necessario ( punto 20.3.6).




Estintore carrellato: la valvola a sfera in quale punto deve essere posta?


La risposta arriva dalla NORMA UNI 9492 e si evince quanto segue: PUNTO 2.1 Gli organi di azionamento dell'estintore devono essere situati sulla parte superiore dell'estintore stesso o sull'estremità del tubo o della lancia.
Gli estintori devono essere muniti di un dispositivo di intercettazione che consenta l'interruzione temporanea della scarica.
Le forze necessarie per la manovra degli organi di azionamento e di interruzione del getto non devono avere valori maggiori di quelli fissati nel prospetti VI a temperatura fino a 60°. PUNTO 2.2 Tutti gli estintori devono essere muniti di un tubo e di una lancia con dispositivo di intercettazione del getto. L'insieme del tubo e della lancia deve avere la lunghezza complessiva indicata nel prospetto VII.




In un'abitazione privata con locale caldaia, è obbligatorio installare l'estintore?


Se si tratta di un impianto termico con potenza superiore a 35KW, devono essere conformi al Decreto Ministeriale 12/04/1996. Tale decreto prevede, al punto 6.2 quanto segue : "In ogni locale e in prossimità di ciascun apparecchio, deve essere installato un estintore di classe 21A 89BC".




Sulle gru è obbligatorio installare l'estintore?


Su autogru, camion con braccio gru, gru a ponte nei capannoni industriali, con cabina operatore, gru a torre da cantiere con cabina operatore, occorre installare l’estintore in quanto è un luogo di lavoro e regolamentato come tale.
Il D.M.10.03.98 nell’allegato V detta quale tipologia di attrezzatura installare:
Allegato V

ATTREZZATURE ED IMPIANTI DI ESTINZIONE DEGLI INCENDI

5.1 - Classificazione degli incendi.
Ai fini del presente decreto, gli incendi sono classificati come segue:
- incendi di classe A: incendi di materiali solidi, usualmente di natura organica, che portano alla for-mazioni di braci;
- incendi di classe B: incendi di materiali liquidi o solidi liquefacibili, quali petrolio, paraffina, verni-ci, oli, grassi, ecc.;
- incendi di classe C: incendi di gas;
- incendi di classe D: incendi di sostanze metalliche.
Incendi di classe A.
L'acqua, la schiuma e la polvere sono le sostanze estinguenti più comunemente utilizzate per tali in-cendi.
Le attrezzature utilizzanti gli estinguenti citati sono estintori, naspi, idranti, od altri impianti di estin-zione ad acqua.
Incendi di classe B.
Per questo tipo di incendi gli estinguenti più comunemente utilizzati sono costituiti da schiuma, pol-vere e anidride carbonica.
Incendi di classe C.
L'intervento principale contro tali incendi è quello di bloccare il flusso di gas chiudendo la valvola di intercettazione o otturando la falla. A tale proposito si richiama il fatto che esiste il rischio di esplo-sione se un incendio di gas viene estinto prima di intercettare il flusso del gas.
Incendi di classe D.
Nessuno degli estinguenti normalmente utilizzati per gli incendi di classe A e B è idoneo per incendi di sostanze metalliche che bruciano (alluminio, magnesio, potassio, sodio). In tali incendi occorre uti-lizzare delle polveri speciali ed operare con personale particolarmente addestrato.
Incendi di impianti ed attrezzature elettriche sotto tensione.
Gli estinguenti specifici per incendi di impianti elettrici sono costituiti da polveri dielettriche e da anidride carbonica.
5.2 - Estintori portatili e carrellati.
La scelta degli estintori portatili e carrellati deve essere determinata in funzione della classe di in-cendio e del livello di rischio del luogo di lavoro.
Il numero e la capacità estinguente degli estintori portatili devono rispondere ai valori indicati nella tabella I, per quanto attiene gli incendi di classe A e B ed ai criteri di seguito indicati:
- il numero dei piani (non meno di un estintore a piano);
- la superficie in pianta;
- lo specifico pericolo di incendio (classe di incendio);
- la distanza che una persona deve percorrere per utilizzare un estintore (non superiore a 30 m).
Per quanto attiene gli estintori carrellati, la scelta del loro tipo e numero deve essere fatta in funzione della classe di incendio, livello di rischio e del personale addetto al loro uso.
Tabella I -----------------------------------------------------------------------------------------------
Tipo di estintore | Superficie protetta da un estintore Rischio Basso | Rischio Medio | Rischio elevato ----------------------------------------------------------------------------------------------- 13 A - 89 B | 100 mq
21 A - 113 B | 150 mq | 100 mq
34 A - 144 B | 200 mq | 150 mq | 100 mq
55 A - 233 B | 250 mq | 200 mq | 200 mq
----------------------------------------------------------------------------------------------- Si evince che deve essere installato un estintore di classe di spegnimento almeno 13 A 89 B.
5.2 - Estintori Portatili E Carrellati La scelta degli estintori portatili e carrellati deve essere determinata in funzione della classe di incendio e del livello di rischio del luogo di lavoro. Il numero e la capacità estinguente degli estintori portatili devono rispondere ai valori indicati nella tabella I, per quanto attiene gli incendi di classe A e B ed ai criteri di seguito indicati:

  • il numero dei piani (non meno di un estintore a piano);
  • la superficie in pianta;
  • lo specifico pericolo di incendio (classe di incendio);
  • la distanza che una persona deve percorrere per utilizzare un estintore (non superiore a 30 m).
Per quanto attiene gli estintori carrellati, la scelta del loro tipo e numero deve essere fatta in funzione della classe di incendio, livello di rischio e del personale addetto al loro uso.




Il portone scorrevole collegato alla centralina mono zona, ha bisogno di un progetto redatto da professionista abilitato?


Secondo il Dm 37/08, il progetto ci dovrebbe essere, anche se non serve un professionista abilitato ma è sufficiente il responsabile tecnico dell’impresa installatrice. Queste centraline, essendo un accessorio per la porta, non serve il progetto anche perché sono state certificate così dal produttore




Ogni quanto tempo bisogna aggiornare il corso Antincendio?


Da un lato il D.M. 10 marzo 1998, che regolamenta i percorso formativi in materia di antincendio, non prevede un obbligo esplicito di aggiornamento periodico del corso antincendio.
D’altra parte il D.lgs. 81/2008, aggiornato al D.lgs. 106/2009, recita: Art.37 9. I lavoratori incaricati dell’attività di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza devono ricevere un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico; in attesa dell’emanazione delle disposizioni di cui al comma 3 dell’articolo 46, continuano a trovare applicazione le disposizioni di cui al decreto del Ministro dell’interno in data 10 marzo 1998, pubblicato nel S.O. alla Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile 1998, attuativo dell’articolo 13 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626.


Quindi attualmente, in attesa delle nuove disposizioni, rimane a discrezione del datore di lavoro individuare ogni quanto tempo effettuare i corsi di aggiornamento. Noi consigliamo di farli ogni 3 (come il primo soccorso) massimo 5 anni.




E’ vero che dal 2016 è cambiato il materiale sanitario minimo da tenere nella cassetta di pronto soccorso delle imbarcazioni da diporto?


Il 18 gennaio 2016 è entrato in vigore il Decreto del Ministero della Salute del 1° ottobre 2015, con cui è stato modificato il materiale sanitario obbligatorio per le barche che navigano oltre le 12 miglia dalla costa.

Di seguito la Tabella “D” del Decreto, relativa al materiale sanitario minimo da tenere nella cassetta di pronto soccorso delle imbarcazioni da diporto per navigazioni oltre le 12 miglia dalla costa:

  • 1 Flacone di Clorexidina (500 ml in soluzione al 5 %)

  • 1 Flacone di Acqua ossigenata (250 ml da 10 vol)

  • 1 Pallone di rianimazione (Ambu) per adulto

  • 1 Maschera di rianimazione (Ambu) per adulto

  • 1 Laccio emostatico

  • 1 Laccio emostatico Esmark o torniquette

  • 10 Bende garza a “T”, 12/8 orlata (altezza 10 cm)

  • 1 Borsa freddo istantanea

  • 2 Cerotti telati (10 cm)

  • 1 Chilogrammo di cotone idrofilo

  • 1 Forbice da medicazione

  • 1 Forbice per taglio abiti

  • 5 Garze sterili a “T” 12/8 a 16 strati (18x40 cm)

  • 5 Garze non sterili (20x20 cm)

  • 1 Guanto latex free (taglia L)

  • 10 Guanti latex free (taglia M)

  • 1 Scatola portarifiuti a rischio (taglienti)

  • 1 Sfigmomanometro

  • 1 Fonendoscopio

  • 1 Stecche immobilizzazione

  • 1 Manuale di pronto soccorso in italiano e le “International Medical Guide For Ships” edite da Who (sono validi anche i Manuali di Pronto soccorso in lingua italiana predisposti dal Cirm o dal Servizio Sanitario dell'armatore o della Compagnia).




Perchè è importante fare il Bump test?


Il Bump Test è la migliore pratica di sicurezza che ci permette di sapere con certezza se il nostro rivelatore funziona correttamente.

Si tratta di alcuni semplici passaggi che raccomandiamo di eseguire prima di ogni utilizzo dello strumento.

Potete consultare il Manuale rapido per il Bump Test per :

All'interno di ogni manuale troverete anche il link diretto per simulare sul vostro pc il bump test del vostro Rivelatore.




Se una porta tagliafuoco è sprovvista di targhetta identificativa, può essere manutenzionata ?


La risposta è negativa.
Come riporta la Norma UNI 11473-1:2013, le porte non identificabili come resistenti al fuoco (tramite: targhetta, dichiarazione, documento di omologazione, documento commerciale che permette la rintracciabilità, progetto presentato/approvato dai Vigili del fuoco), sono da considerare come porte non resistenti al fuoco.

Comunque la porta deve almeno essere identificata come "resistente al fuoco" dal progetto sviluppato ai fini di certificato di prevenzione incendi (od altro criterio documentato).




Come certificare una Riserva Idrica Antincendio, ove manchi l’alimentazione della riserva idrica stessa.


Ho un Impianto Idrico Antincendio completo di riserva idrica, ma non ho un pozzo né acquedotto, per alimentare la stessa. É possibile far fare un’asseverazione da parte del proprietario, che si impegna per mezzo di autobotti, a ripristinare l’acqua della riserva idrica antincendio, entro le 36 ore come previsto nel punto 9.3.3 della UNI12845? La norma UNI EN 12845 non entra nel merito delle caratteristiche di funzionamento del sistema di reintegro (manuale o automatico) e si limita a dare il tempo massimo di riempimento della vasca (36 ore).

La stessa precisa inoltre che per ogni impianto è specificato un volume minimo di acqua (capacità utile).
In presenza di serbatoio di capacità completa (senza rincalzo), questo deve avere un’effettiva capacità almeno uguale al volume d’acqua minimo specificato. Solitamente un impianto viene tenuto in pressione tramite una pompa di compenso che quotidianamente preleva l'acqua dalla riserva idrica, riducendo la capacità utile della vasca che, normalmente, viene prontamente reintegrata dal sistema di riempimento automatico. In questo modo viene sempre garantita la continuità e l'affidabilità dell'alimentazione idrica.
Il riempimento tramite un sistema di reintegro manuale, sia che venga fatto tramite l'apertura di un rubinetto, sia che venga fatto tramite un travaso da autobotte è una condizione che a mio avviso influisce negativamente sul requisito di affidabilità e di continuità dell'alimentazione idrica antincendio, specificatamente richiesto dalla norma al punto 8.1.2.
8.1.2 Continuità

L’alimentazione idrica non deve essere soggetta a possibili condizioni di congelamento, di siccità o di allagamento, nonché qualsiasi altra condizione che potrebbe ridurre il flusso o l’effettiva portata oppure rendere non operativa l’alimentazione.
Devono essere prese in considerazione tutte le possibili azioni utili ad assicurare la continuità ed affidabilità dell’alimentazione idrica.
Una possibile soluzione (da valutare per ciascuna situazione ) potrebbe essere quella di avere un serbatoio/vasca di capacità maggiore di quella minima richiesta, in modo che il surplus di acqua possa coprire il consumo quotidiano dell'impianto nel periodo intercorrente tra le fasi di reintegro manuale, senza che questo intacchi la capacità utile. Il tutto condito con un buon sistema di segnalazione allarme (di tipo B) in caso di raggiungimento del minimo livello, come previsto al punto H.2.4




Ai fini ADR, un condominio può detenere nella propria cantina una o più bombole del gas?


Ai sensi del punto 1.1.3.1, lett. a), dell’ADR 2015, le disposizioni dell’ADR non si applicano a trasporti di merci pericolose effettuati da privati quando queste merci sono confezionate per la vendita al dettaglio e sono destinate al loro uso personale o domestico. È fatto divieto tenere all’interno dell’autorimessa bombole di GPL, a maggior ragione se si tratta di piano seminterrato o interrato per il fatto che è un gas con densità superiore a quella dell’aria e quindi stagnante, è stabilito dal paragrafo 10.1 del D.M. 01/02/1986.
Lo stesso divieto vigeva sino al 2001 anche per le auto alimentate con lo stesso gas poi superato dall’installazione di sistemi di protezione che però le bombole singole non hanno.
L’unica possibilità che l’amministratore di condominio ha per garantire la sicurezza del condominio e salvaguardare le sue responsabilità è inviare una raccomandata a tutti i condomini e affiggere avviso nell’autorimessa in cui si diffidi tutti i condomini a tenere all’interno dei box (dove lui non ha nessun potere giuridico a differenze degli spazi comuni) materiale infiammabile (gpl, vernici, alcol etc).




Tutti possono effettuare operazioni di manutenzione e/o installazione di porte tagliafuoco?


Possono effettuare la manutenzione e/o installazione di porte tagliafuoco solo tecnici manutentori muniti di apposita certificazione.
La certificazione è una procedura con la quale un ente verifica, attraverso la frequenza di corsi e il sostenimento di esami, la conformità del tecnico manutentore ai requisiti previsti dalla normativa vigente. Tale meccanismo è stato introdotto al fine di tutelare gli utenti da persone prive di competenza e ha ricevuto un notevole impulso dal testo legislativo UNI CEI EN ISO/IEC 17024, emanato dal’Unione Europea nel 2004 per individuare i criteri generali per gli organismi di certificazione del personale. Fondamentale è stata anche la Direttiva Servizi 2006/123/CE, pubblicata nel dicembre 2006 e recepita dall’Italia nel 2010, con la quale l’Unione Europea ha invitato gli Stati membri ad adottare misure di accompagnamento volte a incoraggiare i prestatori a garantire, su base volontaria, la qualità dei servizi, facendo certificare o valutare le loro attività da organismi indipendenti o accreditati.
Con riferimento alla legislazione di derivazione nazionale, l’ art. 26 del D. Lgs. 81/2008 afferma la necessità che l'impresa appaltatrice o i lavoratori autonomi autocertifichino il possesso dei requisiti di idoneità tecnico professionale, mentre l’ art. 6 della recente L. 14/2013 promuove l'autoregolamentazione volontaria e la qualificazione dell'attività dei soggetti che esercitano una professione, anche indipendentemente dall'adesione degli stessi ad una associazione professionale.
Quanto riportato finora attiene alla disciplina generale della certificazione dei requisiti professionali nei tecnici manutentori, ma non esaurisce tutta la regolamentazione in materia, essendo presente anche la normativa di settore. L’Unione Europea ha infatti emanato diverse norme tecniche UNI specifiche per le porte tagliafuoco, le quali, pur essendo volontarie, costituiscono un punto di riferimento di non poco conto per l’attuazione dei principi di buona tecnica e regola dell’arte. La UNI 11473-1, in vigore dal gennaio 2013, individua i requisiti per la erogazione del servizio di posa in opera e manutenzione periodica di porte e finestre apribili resistenti al fuoco e/o per il controllo della dispersione di fumo, mentre la UNI 11473-2 indica i requisiti necessari per le organizzazioni che erogano tali servizi. Infine, la UNI 11473-3 elenca i requisiti di conoscenza, abilità e competenza che devono essere in possesso dell’installatore e del manutentore, rinviando inoltre all’ EQF ("European Qualifications Framework"), documento che individua vari livelli di qualifiche professionali.




La manutenzione delle porte tagliafuoco, deve essere fatturata senza iva con reverse charge?


L’applicazione del reverse charge riguarda gli impianti di spegnimento antincendio.
Le porte tagliafuoco sono invece dei dispositivi di sicurezza per limitare la diffusione di un incendio che però vanno equiparate a “infissi”. L’attività di posa in opera, riparazione e manutenzione (intesa come intervento al fine di ristabilire l’efficienza dell’attrezzatura o dell’impianto) degli infissi è soggetta a reverse charge, ma non il controllo periodico che viene effettuato esclusivamente per verificare la completa e corretta funzionalità.
Pertanto non va applicato tale regime nella verifica semestrale.




Certificazione dei tecnici per effettuare il servizio di manutenzione estintori. Perché?


PUBBLICATA in data 10 settembre 2015 la norma UNI 9994-2 Apparecchiature per estinzioni incendi - Estintori di incendio - Parte 2: Requisiti di conoscenza, abilità e competenza del tecnico manutentore di estintori d'incendio che descrive i requisiti relativi all’attività professionale del tecnico manutentore degli estintori d’incendio portatili e carrellati.
Detti requisiti sono identificati con la suddivisione tra compiti e attività specifiche svolte dalla figura professionale in termini di conoscenza, abilità e competenza secondo il quadro Europeo delle qualifiche (EQF).
I requisiti sono indicati sia per consentire la valutazione dei risultati dell’apprendimento informale e non formale e sia ai fini di valutazione di conformità delle competenze.
L’antincendio è un settore che fa parte delle attività non riconosciute da apposito albo professionale.
In generale, già vent’anni fa al livello nazionale, l’Antitrust aveva evidenziato la necessità di liberalizzare il mercato professionale; la stessa Unione Europea auspicava un sempre più libero mercato che facilitasse la circolazione dei professionisti all’interno del territorio comunitario.
In entrambi i casi si era però arrivati ad affrontare un punto molto importate: come proteggere l’utente finale dal professionista non competente e privo della necessaria informazione? Come tracciare quindi il professionista, mantenendo comunque libero il mercato?

Dopo anni di dibattiti la scelta cadde sulla certificazione che permetteva di regolamentare nella libertà.
La certificazione è in poche parole, una procedura con cui una terza parte dà assicurazione scritta che una persona è conforme a ben determinati requisiti.
La certificazione delle figure professionali (o delle competenze) è uno strumento primario alla base dei processi di costruzione e assicurazione della qualità ed è essenziale per i processi in cui la componente umana svolge un ruolo critico ai fini del raggiungimento di risultati ‘credibili’.
Il valore aggiunto della certificazione sta nello strumento delle verifiche che, effettuate da un ente certificatore di terza parte indipendente e, quindi, a tutela del cliente, sono finalizzate alla valutazione dei pre-requisiti del candidato, alla sorveglianza periodica e al rinnovo del certificato del professionista.
Questi concetti nel tempo sono stati fatti propri dal macro-settore dei servizi svolti da professionisti non organizzati in albi, settore che solo in Italia conta su 3 milioni di lavoratori che contribuiscono in maniera importante al PIL nazionale.
Questo settore dei servizi, in cui ritroviamo le aziende dei così detti servizi antincendio, è un settore in costante evoluzione che deve tenere conto di quello che sono gli indirizzi dell’Unione Europea che chiede

  • regole idonee a garantire qualità dei servizi per gli utilizzatori, a fronte comunque di sufficiente flessibilità per non determinare ingiustificate limitazioni
  • tutela del destinatario dei servizi.
Con la Direttiva Servizi 2006/123/CE (pubblicata nel dicembre 2006 e recepita dall’Italia nel 2010) l’Unione Europea ha invitato gli Stati Membri ad adottare misure di accompagnamento volte a incoraggiare i prestatori a garantire, su base volontaria, la qualità dei servizi, facendo certificare o valutare le loro attività da organismi indipendenti o accreditati.
Il tema che quindi sta divenendo sempre più caldo è quello d favorire la diffusione dell’attestazione delle competenze del singolo professionista attraverso la certificazione volontaria di qualità rilasciata da organismi accreditati.
Certificazione che diviene quindi lo strumento con il quale il COMMITTENTE si libera dalla CULPA IN VIGILANDO e precisamente:
  • può mostrare all’utente la formazione e la competenza raggiunta
  • può competere in un mercato che chiede sempre più qualità delle prestazioni
  • consente di adeguarsi alle norme UNI che stanno mirando il proprio lavoro alla definizione dei percorsi di certificazione che i vari operatori dell’ antincendio debbono espletare.




Il progettista in fase di asseverazione della posa in opera delle chiusure tagliafuoco può presentare nella pratica ai Vigili del Fuoco il solo MOD. DICH.POSA 2004 anzichè il MOD.DICH.PROD.2008?


Con circolare prot.n.P515/4101 sott.72/E.6 del 24 aprile 2008, il Ministero dell’Interno aggiorna la modulistica di prevenzione incendi da allegare alla domanda di sopralluogo ai fini del rilascio del C.P.I.

La lettera B, chiarisce che:
I precedenti modelli DICH. RIV. PROT. 2004 e DICH. POSA IN OPERA -2004 non dovranno essere consegnati ai Comandi VVF, potranno essere utilizzati dagli installatori a loro scelta per essere consegnati al titolare dell’attività.




Quali novità ci sono riguardo gli estintori RINA?


OPERAZIONI DI MANUTENZIONE SU ESTINTORI INSTALLATI SU NAVI
Gli estintori portatili a polvere, idrici - schiuma e Co/2 installati a bordo delle navi battenti bandiera italiana devono essere revisionati ad intervalli non superiori a 12 mesi con la tolleranza di un mese dopo la scadenza. Tale revisione può essere eseguita sia da ditta autorizzata che da personale di bordo qualificato. La prova idrostatica da svolgere viene effettuata ogni 5 anni per gli estintori a polvere, idrici - schiuma con involucro non sotto pressione.
Ogni 10 anni per gli estintori a Co/2, polvere e idrici - schiuma con involucro sotto pressione, deve essere effettuata da ditta autorizzata, a bordo o in officina, alla presenza dell’Organismo nave.

DITTA AUTORIZZATA:

  • soggetto ritenuto idoneo e certificato dall’Organismo nave, secondo le previsioni dell’istruzione IACS UR Z 17 o altro in caso di indisponibilità da altro Organismo riconosciuto all’Amministrazione Italiana
PERSONALE DI BORDO QUALIFICATO:
  • membro/i dell’equipaggio in possesso di certificato STCW78/95 Corso Antincendio avanzato, regola VI/3 nel rispetto di quanto previsto dall’ art.214 del DPR 435/91
PER MAGGIORE CHIAREZZA RIPORTIAMO TABELLA RIASSUNTIVA della Circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Comando Generale del Corpo delle capitanerie di porto, Reparto 6 – ufficio II- sezione I Sicurezza della navigazione , n.100/2014 del 10.02.2014.




Può essere una porta tagliafuoco riverniciata?


Secondo il D.M. 26 giugno 1984 sono ritenuti ininfluenti, e quindi applicabili sui materiali incombustibili, strati di finitura superficiali composti da vernici e/o pitture di spessore non superiore a 0,6 mm.
Ciò non risulta ammissibile per materiali combustibili e per ricoprimenti costituiti da laminati plastici, peraltro non assimilabili a vernici e/o pitture.
Quanto detto per i materiali vale anche per le porte tagliafuoco.




Sono regolari gli estintori che hanno l’etichetta del manutentore che copre il nome del produttore?


Il D.M. 07.01.2005 decreta che gli estintori portatili d’incendio devono essere prodotti in base a quanto prescritto dalla norma tecnica UNI EN 3-7.
Il punto 16 della norma tecnica UNI EN 3-7 stabilisce cosa deve contenere la marcatura dell’estintore (etichetta). In particolare, la parte 5 dell’etichetta deve contenere “nome e indirizzo del costruttore e/o del fornitore dell’estintore d’incendio portatile”.
Inoltre la manutenzione degli estintori portatili d’incendio è regolamentata dalla UNI 9994-1 che stabilisce delle fasi e operatività molto precise che il tecnico manutentore deve rispettare in fase di assistenza.
Riportiamo alcuni punti fondamentali che stabiliscono chiaramente che l’etichetta dell’estintore non può essere coperta. In particolare:

Paragrafo 3.1.9 della norma:
“Iscrizioni e marcature: insieme delle seguenti informazioni poste sul corpo dell’estintore: etichetta dell’estintore (per esempio vedere UNI EN 3-7)…”

Paragrafo 4.3 punto b) della norma:
“verificare che le iscrizioni e le marcature (punto 3.1.9) siano presenti e ben leggibili”

Paragrafo 4.4 punto e) della norma:
“accertarsi che le iscrizioni siano ben leggibili”

Paragrafo 6.2 della norma:
“Estintori da considerarsi fuori servizio: estintori con marcature ed iscrizioni illeggibili e non sostituibili…”

Paragrafo 9.5 della norma:
“Le marcature, contrassegni distintivi riportati dal produttore dell’estintore non devono essere rimossi o coperti. In particolare non devono essere coperte e rimosse le informazioni che identificano il produttore”
Pertanto qualsiasi adesivo che copra la parte 5 dell’etichetta deve essere immediatamente rimosso durante la fase di manutenzione dell’estintore. Attenzione:

Paragrafo 4.5 della norma:

“Le anomalie riscontrate devono essere immediatamente, in caso contrario l’estintore deve essere dichiarato non idoneo, collocando sull’apparecchiatura un’etichetta “ESTINTORE FUORI SERVIZIO”; si deve informare la persona responsabile e riportare la dizione “FUORI SERVIZIO” sul cartellino di manutenzione.




Il manuale d’uso e manutenzione delle cassette antincendio deve essere esposto?


ISTRUZIONI

8.1 Istruzioni d'uso

Gli idranti a muro devono essere dotati di istruzioni d'uso complete esposte sull'idrante stesso o adiacenti ad esso.

8.2 Istruzioni di installazione e manutenzione

Deve essere reso disponibile un manuale di installazione specifico per idrante a muro. Le procedure di manutenzione devono essere come specificato nella EN 671-3.

E punto 10.4 della nuova 10779:2014
10.4 Manutenzione periodica dell'impianto
10. 4.1 Manutenzione delle attrezzature.
La manutenzione delle reti Idranti deve essere eseguita da personale competente e qualificato. La manutenzione di naspi ed idranti a muro deve essere svolta con la frequenza prevista delle deposizioni normative e comunque almeno due volte all'anno, in conformità alla UNI EN 671-3 ed alle istruzioni contenute nel manuale d'uso e manutenzione che deve essere predisposto dal fornitore dell'impianto. Tutte le tubazioni flessibili e semirigide sia relative ad idranti e naspi sia a corredo di idranti soprassuolo e sottosuolo, devono essere verificate annualmente sottoponendole alla pressione di rete per verificarne l'integrità. le tubazioni non perfettamente integre devono essere sostituite o almeno collaudale alla pressione di 1,2 MPa. In ogni caso ogni 5 annideve essere eseguita la prova idraulica delle tubazioni flessibili e semirigide come previsto dalla UNI EN 671 3.




Chi deve SUI PRESIDI ANTINCENDIO segnalare le anomalie e chi le deve rimuovere?


L’azienda di manutenzione e qualsiasi persona addetta ai servizi di sorveglianza su attrezzature ed impianti antincendio, hanno l’obbligo di rilevare e rimuovere (previa accettazione da parte del Datore di Lavoro e/o da parte delle persone che hanno potere decisionale economico) qualunque causa, deficienza, danno o impedimento che possa pregiudicare il corretto funzionamento ed uso dei presidi antincendio.
Quanto sopra viene dettato dal D.M.10.03.1998 all.VI -6.4
ESTRATTO DECRETO:
Allegato VI

CONTROLLI E MANUTENZIONE SULLE MISURE DI PROTEZIONE ANTINCENDIO


6.1 - Generalità.
Tutte le misure di protezione antincendio previste:

  • per garantire il sicuro utilizzo delle vie di uscita;
  • per l'estinzione degli incendi;
  • per la rivelazione e l'allarme in caso di incendio; devono essere oggetto di sorveglianza, controlli periodici e mantenute in efficienza.
6.2 - Definizioni.
Ai fini del presente decreto si definisce:
  • Sorveglianza: controllo visivo atto a verificare che le attrezzature e gli impianti antincendio siano nelle normali condizioni operative, siano facilmente accessibili e non presentino danni materiali accertabili tramite esame visivo. La sorveglianza può essere effettuata dal personale normalmente presente nelle aree protette dopo aver ricevuto adeguate istruzioni.
  • Controllo periodico: insieme di operazioni da effettuarsi con frequenza almeno semestrale, per verificare la completa e corretta funzionalità delle attrezzature e degli impianti.
  • Manutenzione: operazione od intervento finalizzato a mantenere in efficienza ed in buono stato le attrezzature e gli impianti.
  • Manutenzione ordinaria: operazione che si attua in loco, con strumenti ed attrezzi di uso corrente. Essa si limita a riparazioni di lieve entità, abbisognevoli unicamente di minuterie e comporta l'impiego di materiali di consumo di uso corrente o la sostituzioni di parti di modesto valore espressamente previste.
  • Manutenzione straordinaria: intervento di manutenzione che non può essere eseguito in loco o che, pur essendo eseguita in loco, richiede mezzi di particolare importanza oppure attrezzature o strumentazioni particolari o che comporti sostituzioni di intere parti di impianto o la completa revisione o sostituzione di apparecchi per i quali non sia possibile o conveniente la riparazione.

6.3 - Vie di uscita
Tutte quelle parti del luogo di lavoro destinate a vie di uscita, quali passaggi, corridoi, scale, devono essere sorvegliate periodicamente al fine di assicurare che siano libere da ostruzioni e da pericoli che possano comprometterne il sicuro utilizzo in caso di esodo.
Tutte le porte sulle vie di uscita devono essere regolarmente controllate per assicurare che si aprano facilmente. Ogni difetto deve essere riparato il più presto possibile ed ogni ostruzione deve essere immediatamente rimossa.
Particolare attenzione deve essere dedicata ai serramenti delle porte.
Tutte le porte resistenti al fuoco devono essere regolarmente controllate per assicurarsi che non sussistano danneggiamenti e che chiudano regolarmente. Qualora siano previsti dispositivi di autochiusura, il controllo deve assicurare che la porta ruoti liberamente e che il dispositivo di autochiusura operi effettivamente.
Le porte munite di dispositivi di chiusura automatici devono essere controllate periodicamente per assicurare che i dispositivi siano efficienti e che le porte si chiudano perfettamente. Tali porte devono essere tenute libere da ostruzioni.
La segnaletica direzionale e delle uscite deve essere oggetto di sorveglianza per assicurarne la visibilità in caso di emergenza.
Tutte le misure antincendio previste per migliorare la sicurezza delle vie di uscita, quali per esempio gli impianti di evacuazione fumo, devono essere verificati secondo le norme di buona tecnica e manutenzionati da persona competente.

6.4 - Attrezzature ed impianti di protezione antincendio.
Il datore di lavoro è responsabile del mantenimento delle condizioni di efficienza delle attrezzature ed impianti di protezione antincendio.
Il datore di lavoro deve attuare la sorveglianza, il controllo e la manutenzione delle attrezzature ed impianti di protezione antincendio in conformità a quanto previsto dalle disposizioni legislative e regolamentari vigenti.
Scopo dell'attività di sorveglianza, controllo e manutenzione è quello di rilevare e rimuovere qualunque causa, deficienza, danno od impedimento che possa pregiudicare il corretto funzionamento ed uso dei presidi antincendio.
L'attività di controllo periodica e la manutenzione deve essere eseguita da personale competente e qualificato.




Le Manichette antincendio devono essere sempre collegate al rubinetto?


Come detta la norma UNI 10779 al punto 6.4.3 : "gli idranti a muro devono essere conformi alla norma UNI EN 671-2 e le attrezzature devono essere permanentemente collegate alle valvole di intercettazione"




I tecnici manutentori certificati, sollevano il committente da responsabilità per culpa in eligendo e culpa in vigilando?


In generale, già vent’anni fa al livello nazionale, l’Antitrust aveva evidenziato la necessità di liberalizzare il mercato professionale; la stessa Unione Europea auspicava un sempre più libero mercato che facilitasse la circolazione dei professionisti all’interno del territorio comunitario.
In entrambi i casi si era però arrivati ad affrontare un punto molto importate: come proteggere l’utente finale dal professionista non competente e privo della necessaria informazione? Come tracciare quindi il professionista, mantenendo comunque libero il mercato?
Dopo anni di dibattiti la scelta cadde sulla certificazione che permetteva di regolamentare nella libertà.
La certificazione è in poche parole, una procedura con cui una terza parte dà assicurazione scritta che una persona è conforme a ben determinati requisiti.
La certificazione delle figure professionali (o delle competenze) è uno strumento primario alla base dei processi di costruzione e assicurazione della qualità ed è essenziale per i processi in cui la componente umana svolge un ruolo critico ai fini del raggiungimento di risultati ‘credibili’.

Il valore aggiunto della certificazione sta nello strumento delle verifiche che, effettuate da un ente certificatore di terza parte indipendente e, quindi, a tutela del cliente, sono finalizzate alla valutazione dei pre-requisiti del candidato, alla sorveglianza periodica e al rinnovo del certificato del professionista.
Questi concetti nel tempo sono stati fatti propri dal macro-settore dei servizi svolti da professionisti non organizzati in albi, settore che solo in Italia conta su 3 milioni di lavoratori che contribuiscono in maniera importante al PIL nazionale.
Questo settore dei servizi, in cui ritroviamo le aziende dei così detti servizi antincendio, è un settore in costante evoluzione che deve tenere conto di quello che sono gli indirizzi dell’Unione Europea che chiede
- regole idonee a garantire qualità dei servizi per gli utilizzatori, a fronte comunque di sufficiente flessibilità per non determinare ingiustificate limitazioni
- tutela del destinatario dei servizi.
Con la Direttiva Servizi 2006/123/CE (pubblicata nel dicembre 2006 e recepita dall’Italia nel 2010) l’Unione Europea ha invitato gli Stati Membri ad adottare misure di accompagnamento volte a incoraggiare i prestatori a garantire, su base volontaria, la qualità dei servizi, facendo certificare o valutare le loro attività da organismi indipendenti o accreditati.
Il tema che quindi sta divenendo sempre più caldo è quello d favorire la diffusione dell’attestazione delle competenze del singolo professionista attraverso la certificazione volontaria di qualità rilasciata da organismi accreditati.
Certificazione che diviene quindi lo strumento con il quale il professionista:

  • può mostrare all’utente la formazione e la competenza raggiunta
  • può competere in un mercato che chiede sempre più qualità delle prestazioni.
Certificazione che diviene quindi lo strumento con il quale il datore di lavoro dell’azienda committente:
  • solleva le proprie responsabilità per aver assegnato interventi di manutenzione a personale qualificato e certificato da ente terzo (non da un produttore)
  • solleva le responsabilità dei collaboratori, di tutti coloro che hanno potere economico-decisionale dell’azienda




Le manichette antincendio ubicate su un capannone debbono essere manutenute dall’affittuario o dal proprietario?


Ad eccezione che sul contratto di affitto non ci sia scritto che se ne occupi il proprietario, la manutenzione delle attrezzature antincendio sono a carico del responsabile dell’attività (Datore di Lavoro aziendale). Comunque le responsabilità di un buon o cattivo funzionamento ricadono sempre e comunque sul responsabile dell’attività in base a quanto prescritto dal Testo Unico della sicurezza (D.lgs81)




Quali sono, per una porta tagliafuoco, gli accessori obbligatori e quali facoltativi?


Gli accessori obbligatori per una porta tagliafuoco sono quelli che garantiscono l’autochiusura (self-closing) della porta (chiudiporta). Se la porta è sulla via dell’esodo occorre che sia garantita la capacità all’apertura (ability to release) da parte di persone che non sono a conoscenza del dispositivo di apertura. I dispositivi usati sulle porte resistenti al fuoco/fumo non devono avere meccanismi di fermo a giorno a meno che tali meccanismi non possano essere rilasciati da un segnale proveniente da un impianto di allarme antincendio. Inoltre sulle porte a due ante tagliafuoco/tagliafumo occorre montare anche un dispositivo per il coordinamento della sequenza di chiusura conforme alla EN 1158 e marcato CE




Gli estintori a CO2 debbono avere l’ogiva di colore grigio?


La Gazzetta Ufficiale n. 20 del 26-1-1999 del MINISTERO DEI TRASPORTI E DELLA NAVIGAZIONE con DECRETO 7 gennaio 1999 definisce la Codificazione del colore per l'identificazione delle bombole per gas trasportabili. Per gli estintori l’art.1 decreta un regime di esenzione ”Art.1. 1. Alle bombole trasportabili per gas compressi, liquefatti o disciolti sotto pressione, come definite al marginale 2211 paragrafo (1) dell'ADR - con esclusione dei recipienti contenenti GPL e degli estintori - si applica un sistema di codici di colore, con lo scopo di identificare in maniera immediata il contenuto delle bombole stesse, od evidenziare i pericoli associati alle proprieta' dei gas, o delle miscele di gas, trasportati. …… per quanto riguarda le aziende del Triveneto e dell’intero Nord Italia: il nostro personale specializzato, infatti, è competente in materia di ADR (Trasporto di merci pericolose), gestione rifiuti, con consulenza specializzata sul trattamento specifico degli stessi, nonché riguardo l’aggiornamento normativo.




Un'azienda che ha un tecnico certificato FGAS, entro quanto tempo deve certificare l'azienda stessa?


Ad oggi non è stato stabilito un tempo limite per la certificazione dell'azienda dal momento in cui un suo tecnico consegue il "patentino FGAS" per la manutenzione di impianti contenti gas Fluorurati. Rimane però il fatto che un'azienda senza certificazione non può operare in tale settore e, di conseguenza, avvalersi del proprio tecnico certificato, fino al conseguimento della certificazione.




Su un apparecchio in tensione non frazionabile, esiste un voltaggio massimo che definisca con quale tipologia di estintore intervenire?


Gli estintori a polvere e co2 possono essere utilizzati su apparecchiature sotto tensione, come riportato sulla 4° parte dell’etichetta. La prova dielettrica è volta a stabilire l’idoneità degli estintori a base d’acqua all’impiego su apparecchiature elettriche sotto tensione e, nel caso degli estintori schiuma modello “Universo”, sono utilizzabili su apparecchiature elettriche in tensione min. 1 mt fino a 1000v.




UNA PORTA RESISTENTE AL FUOCO, non corredata di certificato di prova, è a norma?? Può essere sottoposta ad operazioni di manutenzione periodica in conformità alla nuova norma UNI 11473-1:2013?


Nella lettera Circolare prot.ns.7014/4101 sott.140/1 dell’ispettorato per le attività e le normative speciali di prevenzione incendi del Ministero dell’interno inviata nell’ottobre 2001 a tutti i Comandi Provinciali dei Vigili del fuoco, sono riportati alcuni chiarimenti riguardo l’utilizzazione delle porte resistenti al fuoco nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi e per la presentazione della relativa documentazione tecnica che il produttore deve allegare ad ogni fornitura. Viene altresì precisato che il produttore di una porta resistente al fuoco omologata ai sensi dei decreti ministeriali 14 dicembre 1993 ( in G.U. nr.303 del 28.12.1993) e 27 gennaio 1999 (in G.U.nr. 43 del 24.02.1999), deve allegare copia della seguente documentazione:

  • Atto di omologazione del prototipo
  • Dichiarazione di conformità del prototipo omologato
  • Atto di estenzione dell’omologazione per le porte aventi dimensioni diverse dal prototipo omologato
  • Libretto di installazione uso e manutenzione con i relativi disegni applicativi
Altri documenti diversi da questi, quale il certificato di prova o altra documentazione, non son necessari e/o obbligatori ai fini dei controlli prevenzione.




L'estintore automatico deve essere corredato da dichiarazione di conformità?


L’estintore automatico non è figlio di nessuno! Perchè non lo è? La sua composizione è fatta di un serbatoio e di una valvola sprinkler. Questo lo classifica più come impianto che come estintore ma non rientra neanche nella regolamentazione degli impianti. Un estintore sappiamo bene che è molto diverso da quanto sopra indicato. Infatti non dovrebbe essere chiamato “ESTINTORE AUTOMATICO” ma “AUTOMATICO A POLVERE” o altre sigle che non lo associno ad un estintore. Inserito all’interno di una gara di appalto. Chi redige la gara stessa deve tenere conto di non indicare la richiesta dei documenti relativi all’omologa o conformità, l’unico documento possibile rilasciato dal produttore è la dichiarazione PED che regolamenta il serbatoio. Qual è la norma di riferimento per la manutenzione periodica? Le norme da prendere in considerazione per quanto concerne la manutenzione periodica sono:

  • D.M.10.03.1998
  • D.lgs.81
  • E per buon senso, UNI 9994-1:2013 pur non essendo essendo un estintore




I raccordi devono avere la marcatura?


La norma UNI 804 non prevede la marcatura sui raccordi Nonostante ciò, ci sono diverse aziende che appongono comunque la marcatura per evitare confusione, anche se sul mercato, se ne trova di tutto e di più…marcati ma non a norma, leghe di ottone che non vanno bene, alleggeriti.




Una manichetta UNI 45 completamente priva di qualsiasi riferimento normativo, è da rendere FUORI SERVIZIO?


Quando una manichetta UNI 45 è da rendere fuori servizio Le manichette antincendio UNI 45-70 prodotte da aprile 1989 con l’entrata in vigore della norma UNI 9487, debbono riportare in modo stabile ed indelebile:

  • riferimento della norma
  • nome del costruttore
  • diametro nominale
  • lunghezza
  • anno di costruzione
Le manichette antincendio con una gamma di diametri interni da 25 mm a 52 mm prodotte da dicembre 2007 con l’entrata in vigore della norma UNI EN 14540, almeno due volte (sulla tubazione), debbono riportare in modo leggibile ed indelebile:
  • nome e/o marchio del fabbricante
  • numero e data della norma europea
  • il diametro interno
  • la pressione massima di esercizio in Mpa (bar)
  • trimestre ed anno di fabbricazione
  • temperatura di prova se minore di -20° C (vedere punto 6.4)
  • il numero di approvazione e l’ente certificatore o il suo riferimento, dove applicabile
Risposta:
Tutte le manichette 45 prodotte dopo il 1989 debbono essere marcate, anche se con requisiti diversi in base all’anno di produzione. Dopo il 1989 o dopo il 2007.
Tutte le manichette 70 prodotte dopo il 1989 debbono essere marcate in base ai requisiti della norma UNI 9487 di cui sopra.

Una manichetta UNI 45 da mt. 15 è da considerarsi FUORI NORMA? In base a quanto prescritto dalla norma UNI EN 671-2 al punto 5.3 a lunghezza massima della tubazione deve essere non maggiore di 20 mt. Testo integrale:
Lunghezza massima: La lunghezza elementare di tubazione non deve essere maggiore di 20 m, tranne nei casi in cui, per alcune applicazioni specifiche, i regolamenti permettono lunghezze maggiori.




Le bombole in acciaio senza saldatura, in fase di revisione periodica, debbono essere marcate?


La punzonatura sulle bombole in acciaio senza saldatura: la norma UNI EN 1968 La norma UNI EN 1968 regolamenta l'ispezione periodica e le prove che devono essere eseguite sulle bombole in acciaio senza saldatura. Al punto 12.4 viene riportato quanto segue relativamente alla stampigliatura:




Il corpo della bombola a CO2 ad uso alimentare, deve avere uno specifico colore RAL??


Il colore RAL della bombola CO2 ad uso alimentare secondo la Norma UNI EN 1089.3 Stando a quanto riporta la Norma UNI EN 1089.3 e preso atto dell'avvenuta pubblicazione della Norma Europea con il D.M. 07 Gennaio 1999, l'Ogiva deve essere di colore Grigio RAL 7037. Per quanto riguarda il colore del corpo della bombola, NON può essere di colore bianco RAL 9010 in quanto questo colore è stato attribuito al medicale attraverso il D.M. del 14 Ottobre 1999.




A quale altezza deve essere posizionato l'estintore secondo la norma?


La risposta al DM 10 Marzo 98 e alla Norma UNI 9994 Le normative vigenti non indicano esattamente a quale altezza deve essere posizionato l'estintore, solitamente viene collocato a circa 1,5 mt da terra.

Il D.M. 10 marzo 98 - punto 5.4 – recita che “ Gli estintori portatili devono essere ubicati preferibilmente lungo le vie di uscita, in prossimità delle uscite e fissati a muro. In ogni caso, l'installazione di mezzi di spegnimento di tipo manuale deve essere evidenziata con apposita segnaletica”.
Il posizionamento a muro dell’estintore portatile deve essere valutato a seconda e del tipo di estintore e delle condizioni del muro.
La precisazione della norma UNI 9994 in merito all'altezza di posizionamento dell'estintore. Comunque non può essere collocato a terra in quanto la norma UNI 9994 al punto 4.4 lettera h) detta al manutentore l’obbligo di verificare che ” l’estintore portatile non sia collocato a pavimento”.
Di fatto le norme chiariscono in modo inequivocabile il corretto posizionamento dell'estintore, mentre per l'altezza non c'è una prescrizione normativa specifica e prevale la consuetudine.




E' obbligatorio installare la sella salva manichetta?


L'installazione della sella salva manichetta: la Norma UNI-EN 671/2 Estratto norma UNI - EN 671/2 punto 4.3.1 Il sostegno della tubazione deve essere uno dei seguenti tipi:

  • tipo 1: rullo rotante;
  • tipo 2: sella con tubazione avvolta in doppio;
  • tipo 3: contenitore con la tubazione faldata a zig-zag (tipo americano).
Per le cassette regolamentate ed installate sul mercato italiano è obbligatoria, in quanto sono quelle del tipo 2: sella con tubazione avvolta in doppio. La sella inoltre è utile per la vita della manichetta e rende la cassetta a norma.




Ho un hotel con 100 posti letto. È sufficiente per la squadra di emergenza svolgere i corsi a medio rischio d'incendio?


I corsi rischio incendio negli hotel Per quanto riguarda gli addetti aziendali alla squadra di emergenza negli hotel, bisogna rispettare la seguente tabella.
N° POSTI LETTO:

  • fino a 99 posti letto: corso Medio Rischio 8 ore

  • da 100 a 199 posti letto: corso Medio Rischio 8 Ore con esame finale presso i Vigili del Fuoco

  • da 200 posti letto in poi: corso Alto Rischio 16 Ore con esame finale presso i Vigili del Fuoco




Gli idranti soprasuolo debbono essere corredati di cassetta e manichetta obbligatoriamente?


Gli idranti soprassuolo e le norme UNI 10779 e UNI EN-14384 La norma UNI 10779 al punto 6.4.1, detta quanto segue: “Gli idranti a colonna soprasuolo devono essere conformi alla UNI EN 14384.
Per ciascun idrante deve essere prevista, secondo le necessità di utilizzo, una o più tubazioni flessibili di DN 70 conformi alla UNI 9487 complete di raccordi UNI 804, lancia di erogazione e con le chiavi di manovra indispensabili all’uso dell’idrante stesso.
Tali dotazioni devono essere ubicate in prossimità degli idranti, in apposite cassette di contenimento dotate di sella di sostegno, o conservate in una o più postazioni accessibili in sicurezza anche in caso d’incendio ed adeguatamente individuate da apposita segnaletica.”




In una autorimessa con 25 garage ed 8 cantine, ci sono due uscite di emergenza, hanno l'obbligo di sostituire i maniglioni non essendo marcati CE?


L'autorimessa, in base al tipo di attività ed in base a quanto prescritto dal D.Lgs. 151, è soggetta a SCIA, e pertanto il maniglione deve essere sostituito.




Il collaudo delle bombole installate su un impianto, si considera da effettuare tenendo presente la data punzonata sulla bombola o dalla data del certificato di corretta installazione?


La dichiarazione di conformità dell'impianto a gas inerte e il D.M. 16.01.2001 La bombola ha una sua vita e le scadenze del collaudo sono quelle previste dal Decreto Ministeriale 16.01.2001 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Italiana n.25 del 31.01.2001, in funzione del contenuto. La "dichiarazione di conformità dell'impianto" è un'altra cosa.
Se io oggi realizzo un impianto a gas inerte con bombole del 2005 con collaudo decennale, oggi prepara la dichiarazione di conformità, ma le bombole le dovrò collaudare nel 2015.




Se modifico un impianto esistente devo cambiare tutte le cassette non marcate?


Si, solo però nel caso in cui le modifiche interessano oltre il 50% della dimensione originaria dell'impianto. Tale modifica in tal caso viene definita "sostanziale" ( chiamata "di maggior rilevanza" dalla norma UNI 10779) e tutto l'impianto deve essere adeguato alle normative vigenti.
A partire dal 2004 i sistemi fissi di estinzione incendi, naspi antincendio con tubazioni semirigide e idranti a muro con tubazioni flessibili, hanno l'obbligo della marcatura CE.




Quali estintori devono essere posizionati in corrispondenza dei depositi di GPL?


Il posizionamento degli estintori nei depositi di gpl secondo il D.M. 14/05/2004 Rif.: Decreto Ministeriale del 14/05/2004 "Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per l'installazione e l'esercizio dei depositi di gas di petrolio liquefatto con capacità complessiva non superiore a 13 m3" Al Punto 15, Titolo V dell'Allegato al Decreto sopra citato, vengono fornite le indicazioni circa le dotazioni di mezzi di estinzione portatili (estintori) a cui sono soggetti i depositi di GPL fino a 13 m3:

" Titolo V - MEZZI ED IMPIANTI DI ESTINZIONE INCENDI

15. Estintori
1. In prossimità del serbatoio, devono essere tenuti almeno due estintori portatili che, per depositi fino a 5 m3 devono avere carica minima pari a 6 kg e capacità estinguente non inferiore a 13A 89B-C mentre per depositi oltre 5 m3 devono avere carica minima pari a 9 kg e capacità estinguente non inferiore a 21A 113B-C."




Quali estintori devono essere posizionati in corrispondenza dei depositi di gasolio?


Gli estintori nei depositi di gasolio secondo il D.M. 12/09/2003 Rif. Decreto Ministeriale del 12/09/2003 "Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per l'installazione e l'esercizio di depositi di gasolio per autotrazione ad uso privato, di capacità geometrica non superiore a 9 m3, in contenitori-distributori rimovibili per il rifornimento di automezzi destinati all'attività' di autotrasporto". Al Punto 9 del Decreto sopra citato, vengono fornite le indicazioni circa le dotazioni di mezzi di estinzione portatili (estintori) a cui sono soggetti i depositi di gasolio ad uso privato fino a 9 m3.
"9. Estintori. In prossimità del contenitore-distributore, devono essere tenuti almeno due estintori portatili aventi carica minima pari a 6 kg e capacità estinguente non inferiore a 21A-89B-C e un estintore carrellato avente carica nominale non minore di 30 kg e capacità estinguente non inferiore a B3."




E' obbligatorio sostituire le lance in rame?


La lancia in rame deve essere sostituita in quanto la norma UNI 8478 che regolamentava la costruzione della lancia in rame è stata ritirata. L'attuale norma di riferimento per la costruzione delle lance è la UNI EN 671-2. Pertanto qualora durante le fasi di controllo, il manutentore verifica che la lancia erogatrice non è del tipo approvato e conforme UNI EN 671-2 (verificare punzonatura EN 671-2), è necessario segnalare la non conformità e sostituire la lancia. La lancia in rame non è conforme a tale norma e pertanto va sostituita. La norma UNI EN 671-3 del 2009, che regolamenta la manutenzione dei naspi antincendio e idranti a muro con tubazione flessibile, al punto 6.1 LETTERA o) precisa "verificare che la lancia erogatrice sia di tipo appropriato e di facile manovrabilità" (non essendo conforme all'attuale normativa di riferimento 671-2, non è appropriata).
La norma UNI 10779 che regolamenta le reti idranti, progettazione, installazione ed esercizio, al punto 3.11 detta: "Lancia erogatrice: Dispositivo provvisto di un bocchello di sezione unificata e di un attacco unificato, di collegamento alla tubazione, dotato di valvola che permette di regolare e dirigere il getto d'acqua". La lancia in rame in base al punto 3.11 non è una lancia antincendio.





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